La dieta metabolica

DIETA METABOLICA
e
la mangiatrice emotiva

 

 

Il sovrappeso è spesso l’effetto di un disagio interiore dovuto alla necessità di affrontare lo "stress" della vita.
Da alcuni decenni gli scienziati hanno dimostrato che il problema del sovrappeso dipende dal fatto che l’Ipotalamo, la ghiandola che governa il peso, tende ad "accumulare grasso per difesa" nei confronti di stati d’animo negativi, specialmente paura, ansia, rabbia, depressione, delusione, lutti.

In particolare, esistono alcune categorie di persone che, pur con sforzi enormi, non riescono a dimagrire e sono:

a) le persone che non si sono mai sentite amate o, comunque, non lo sono state come avrebbero voluto.

b) chi ha vissuto la fine di un rapporto affettivo o, comunque, vive una relazione conflittuale;

c) chi è in ansia per problemi economici o pratici;

d) quelli che hanno avuto gravi lutti non ben "digeriti" o hanno il timore di altri lutti;

e) chi ha, purtoppo, a che fare con malattie serie, proprie o di persone care;

f) quelli che hanno paura della morte, perché temono che tutto finisca e che la loro identità un giorno si dissolverà nel nulla;

g) le persone che hanno preso, per vari motivi, una serie di farmaci che hanno bloccato l’ipotalamo e il metabolismo.

Rientrare in uno o più di questi gruppi significa avere un "blocco funzionale" dell’Ipotalamo, che impedisce di ottenere un facile dimagrimento, perché in tali condizioni la ghiandola si mette sulla difensiva e accumula grasso con facilità.
Detto in altri termini, si verifica un brusco rallentamento del metabolismo, che non funziona più bene come prima.

In una situazione di allarme dell’Ipotalamo l’errore più grande che si può fare è mettersi a dieta, perché questo creerebbe uno stato di allarme ancora maggiore.

Questo è il motivo principale per cui è molto difficile seguire una dieta.
Inoltre, sempre da questo motivo dipende il fatto che, dopo la dieta, i chili persi vengano puntualmente ripresi.

Per capire un po’ meglio i meccanismi Ipotalamici vi inviamo a leggere con attenzione una pagina liberamente tratta dal best seller "Cibo ed Emozioni".

PROFILO DI UNA MANGIATRICE EMOTIVA

<< La mattina non ho problemi: sono talmente occupata a preparare i bambini per la scuola e me stessa per il lavoro, che sono fortunata quando riesco a mandar giù un po’ di caffè.
Qualche volta riesco a mangiare qualche biscotto, ma se sono di corsa non mangio niente.
Al lavoro, nell’intervallo, prendo un caffè e pranzo fuori, in genere, con un’amica.
Torno a casa per le sei meno un quarto ed è a quell’ora che comincia la fame emotiva: appena rientro in casa, pian piano comincia a sentire la necessità irrefrenabile di "spiluccare" qualcosa e non riesco a resistere, così quando arriva l’ora di cena non ho più tanta fame e non mangio un granché.
La fame emotiva mi riprende dopo che ho sparecchiato: quando finalmente mi rilasso, ricomincia la sensazione di forte desiderio.
Qualche volta va meglio se chiamo un’amica e parlo un po’ al telefono ma, non appena appesa la cornetta, accendo la televisione a ricomincio a mangiucchiare: a volte sono cioccolatini, altre volte gli avanzi o qualsiasi altra cosa, senza nemmeno usare un piatto e spesso in piedi.
Mi rendo conto che è un cosa sciocca: è come se pensassi che mangiano velocemente e senza creare disordine non avessi mangiato.
Non so perché lo faccio, non è che abbia veramente fame: ma se provo a resistere continuo a sentire una voglia che non mi abbandona.
Però non riesco ad accettarmi con questi chili in più, mi giudico e mi sento giudicata male, ho perso parte della mia femminilità e anche con mio marito non è più come un tempo: eppure, nonostante io soffra tanto per questo stato, non riesco a resistere alla fame emotiva.
Ho provato più volte a dimagrire, ma finisce sempre che riprendo i chili: non so più che fare.
Ho sentito che tutto questo dipende da meccanismi che partono ha una ghiandola che si chiama ipotalamo e che è possibile imparare a controllare tali meccanismi >>.

MA ESISTE UNA SOLUZIONE ?

Certamente si, ed è quella di "dimagrire non stando a dieta".


DIMAGRIRE IN SALUTE, SENZA STARE A DIETA

Premessa: la dieta metabolica, per come è descritta in questo documento, è esclusiva del Centro Medico Broussais.

Perchè la Dieta Metabolica è la soluzione ideale al "problema sovrappeso"?

Esistono molti motivi per cui la Dieta Metabolica può essere considerata il metodo migliore per dimagrire, soprattutto STABILMENTE NEL TEMPO.

Innanzitutto essa si fonda sulle soluzioni più moderne e scientifiche, come la capacità di migliorare il metabolismo con soluzioni naturali.
Inoltre, tiene in grande considerazione anche le esigenze e le abitudini alimentari della persona che deve dimagrire, cosa inusuale in qualunque tipo di dieta.
Infine, è l'unico metodo in grado di eliminare la "mentalità della persona grassa", liberando per sempre il soggetto dai dietologi e dalle diete.

Ma analizziamo ora nel dettaglio i principi su cui si fonda la Dieta Metabolica.

 

PRINCIPI BASE DELLA DIETA METABOLICA

La dieta metabolica non è una dieta vera e propria, anzi idealmente è proprio l’esatto contrario di tutte le altre diete: infatti l’obiettivo fondamentale della dieta metabolica è quello di “liberare” le persone sia dalle diete che dai dietologi.

Bisogna, infatti, partire dal presupposto incontestabile che le persone magre non stanno a dieta!

Non preoccupatevi se non riuscite a capire subito il significato di questa frase: è normale non capirla, soprattutto per chi è a dieta da una vita.

Capirete con il tempo !!!

Infatti, la dieta metabolica prevede per voi anche l’apprendimento di piccoli “segreti” per “imparare a dimagrire non stando a dieta”.

Anche questa frase, come l’altra, per ora può sembrare strana, però riflettiamo sul fatto che il 99% delle persone grasse sono a dieta da sempre o, comunque, provano a dimagrire senza riuscirci.

Questo è il grande problema da capire: come mai le diete non si riescono a fare ?

Di solito i dietologi e i familiari riversano la colpa proprio su chi è in sovrappeso, tanto che, alla fine, anche questi ultimi finiscono per credere di essere gli unici responsabili del loro fallimento.
In definitiva, sul banco degli imputati ci finiscono sempre le persone grasse, mai le diete!

Ed invece sono proprio le diete le prime responsabili del sovrappeso!

Infatti le diete hanno tutte la stessa logica: sottoporre il soggetto ad un periodo di forte stress.

Chiunque si mette a dieta sa di dover affrontare un periodo lungo e triste, caratterizzato da sacrifici e rinunce e, come già detto, solo alcuni ci riescono, mentre la maggior parte si arrende dopo un paio di giorni.

Ma, anche ammesso che si riesca a fare la dieta, cosa accade dopo?

Purtroppo si prospetta subito un altro stress, cioè la tristissima "dieta di mantenimento”!

A questo punto, anche quei pochi che erano riusciti a dimagrire, sono costretti a capitolare perchè è impossibile stare a dieta tutta la vita.

Ed ecco materializzarsi lo spettro temuto da tutti quelli che sono dimagriti: l’inesorabile ripresa dei chili.

Ma perchè bisogna sentirsi in colpa solo perchè non si riesce a seguire un “regime” alimentare così poco naturale (pesare i cibi, contare le calorie, eliminare questo e quello...)?

Ripetiamo, i magri non stanno a dieta, nè pesano il cibo, nè "conoscono" la parola caloria !!!

 

L’IPOTALAMO : QUESTO SCONOSCIUTO

Il problema di fondo è che i dietologi non tengono nella dovuta considerazione l’ipotalamo, cioè la ghiandola in cui esistono il “centro della fame” e il “centro della sazietà”.
L’ipotalamo è adibito alla “salvaguardia della specie”, onde evitarne l’estinzione, grazie alla sua capacità di accumulare grasso di riserva.
Dunque, per l’ipotalamo, il grasso è una difesa che salvaguardia la specie dall’estinzione.

L’ipotalamo ci impedisce di sottoporci a forti stress alimentari, mandando messaggi subliminali che invogliano ad andare a mangiare, nonostante la nostra volontà di non farlo (e quale stress è peggiore di una dieta a vita?).
La cosa fondamentale non è cercare di contrastare l’ipotalamo, perchè sarebbe impossibile, quanto imparare dei “trucchi” per spiazzarlo.

E allora, se le cose stanno così, dov’è il senso di colpa se, in qualche modo, chi è in sovrappeso è la prima vittima dell’ipotalamo?

E come è possibile affrancarsi da tutto ciò?

Non certo facendo la dieta, qualsiasi essa sia, perché tanto poi i chili si riprendono puntualmente, sempre ammesso che si sia riusciti a fare la dieta...

In realtà, esistono delle tecniche per sfuggire a questo meccanismo e se ne parla specificamente nel corso tenuto dal dr. Simeone “dimagrire per sempre mangiando di piu”.

Il corso viene effettuato periodicamente nell’aula didattica del Centro Medico: chiunque inizia una dieta metabolica e abiti a Roma o in provincia, troverà sempre il corso in fase di attuazione.

Per tutti i pazienti che abitano lontano e non possono frequentarlo direttamente, nel momento in cui si inizia a seguire la dieta metabolica è previsto un fascicolo che verrà “studiato” a casa.

 

PERCHE’ LA DIETA METABOLICA E’ UNICA ?

La dieta metabolica è simile ad un "corso di scuola guida” che insegna come imparare a mangiare con soddisfazione e a dimagrire “senza stare a dieta”, riflettendo che il mondo è pieno di persone magre che mangiano pasta, pane, pizza, dolci e tutte le altre cose temute da chi è grasso !!!

Basta solo imparare i trucchi per riuscirci ed è questo uno degli scopi principali della dieta metabolica, oltre ovviamente all’ottimizzazione del metabolismo.

Da quanto appena detto, per dimagrire bene e in maniera duratura, è necessario prendere in considerazione molti fattori che, poi, sono alla base della dieta metabolica.

1) La tipologia metabolica

Abbiamo già accennato ai motivi per cui falliscono i programmi di dimagrimento basati sulla restrizione calorica e l’assunzione di farmaci e diuretici; lo stesso esercizio fisico può rivelarsi inutile o persino dannoso specialmente in quelle persone, già stanche e stressate, le cui ghiandole metaboliche (specie tiroide e surrenali) si esaurirebbero ancora di più, con un ulteriore rallentamento del metabolismo stesso.
Esistono 4 modi di aumentare di peso e precisamente:
a)
aumento della massa magra
b) ritenzione idrica
c) aumento della massa grassa di tipo periferico (forma del corpo a pera)
d) aumento della massa grassa di tipo metabolico (forma del corpo a mela).

Individuare la propria tipologia metabolica permette un approccio più mirato nell’affrontare una cura dimagrante: infatti, perché certe persone rimangono magre anche se la loro alimentazione è ricca di grassi, formaggi, dolciumi e carboidrati, mentre altri ingrassano mangiando semplicemente riso integrale e verdure?

La risposta è semplice: ognuno di noi ha un metabolismo unico e diverso da quello degli altri e, come già detto in precedenza, non può esistere una dieta che vada bene per tutti ed è anche per questo che poi i chili perduti si recuperano sempre.

Per tipologia metabolica si intende la capacità di ogni individuo di trasformare le calorie del cibo in energia e calore.
Tale capacità avviene grazie a delle reazioni biochimiche, chiamate “reazioni ossidative”, che avvengono all’interno delle cellule.
Questa capacità di attuare tali processi ossidativi, cioè di produrre energia e calore a livello cellulare, è diversa in ciascun individuo: infatti c’è chi riesce a farlo con facilità, chi normalmente e chi, infine, con difficoltà e quest’ultima caratteristica incide negativamente non solo sulla salute generale, ma anche sul metabolismo.

La dieta metabolica si pone l'obiettivo di migliorare il più possibile, e con soluzioni naturali, la tipologia metabolica dei pazienti.

2) Le abitudini alimentari

Nella dieta metabolica è fondamentale tenere in grandissima considerazione le abitudini del soggetto che deve dimagrire: infatti bisogna insegnargli a non aver paura di mangiare le cose che egli ama e, inoltre, bisogna farlo riflettere sul fatto che il mondo è pieno di persone magre che mangiano pasta, pane e dolci.

Il segreto è di fargli capire come farlo, senza però ingrassare!
Solo in tal modo potremo avere buone probabilità non solo di farlo dimagrire, ma soprattutto di farlo restare magro!

3) Il cambiamento radicale della "mentalità da persona grassa"

Questo importantissimo passo è decisivo per poter mantenere a lungo i risultati di una dieta.
A questo scopo, da anni, il dr. Simeone effettua il corso di nutrizione specifico.
Le lezioni di questo corso sono state anche registrate e trascritte in un manuale e costituiscono un prezioso ausilio, specie per chi, venendo da fuori Roma, non può partecipare al corso stesso.

4) Le incompatibilità nutrizionali

Attenzione!!!
Non abbiamo detto "intolleranze alimentari!
Il problema delle incompatibilità alimentari è molto delicato per vari aspetti, per cui invitiamo a leggere anche i documenti specifici su “diagnosi delle intolleranze alimentari” e “nutrizione superiore”.
In questo contesto, sinteticamente, diciamo che eventuali intolleranze (ammesso che sia facile testarle) non hanno alcuna rilevanza sul sovrappeso, come invece erroneamente si crede e come è dimostrato nel documento pubblicato su internet.
Ben altra rilevanza sul sovrappeso hanno quei cibi valutati in base ai canoni della “nutrizione superiore”, che vanno molto oltre il semplice concetto di “intolleranza”, poiché sono eventualmente eliminati in base alle caratteristiche metaboliche e costituzionali della persona (riportiamo più avanti degli esempi).

5) Studio ed eventuale cura di squilibri endocrini

Nel caso chi deve dimagrire abbia anche problemi di salute, come diabete, allergie o malattie della tiroide, la dieta metabolica prevede anche importanti consigli nutrizionali specifici per il singolo caso in questione.
Ad esempio esistono specifici alimenti che rallentano la produzione di ormoni tiroidei e che, di conseguenza, hanno un impatto negativo anche sul metabolismo in generale.
Chi è interessato a questo argomento specifico, può leggere i documenti pubblicati sulla tiroide.

6) Eventuale studio in base al gruppo sanguigno

Studi recenti hanno evidenziato che ogni alimento porta con sé un suo proprio corredo antigenico, le cosiddette “lectine”, molecole proteiche che possono essere più o meno compatibili con i vari tipi di sangue: esse, infatti, hanno proprietà agglutinanti che sono attivate quando nell’organismo viene introdotto un cibo che contiene lectine incompatibili con gli antigeni di un certo gruppo sanguigno.
Il fenomeno di agglutinazione consiste nella reazione delle cellule del sangue che tendono ad isolare e distruggere “l’intruso”, cioè la lectina non compatibile, scatenando così anche una serie di sintomi spiacevoli.
Tutto questo, però, al di là del fatto che si tratta di studi che meritano un ulteriore approfondimento, eventualmente ha poco a che vedere con il dimagrimento (caso mai con la salute) e di conseguenza, nella dieta metabolica lo studio del gruppo sanguigno viene effettuato solo per particolari casi specifici.

 

COME FUNZIONA LA CURA

La parte pratica della dieta metabolica inizia con un esclusivo check-up nutrizionale che, grazie ad una serie di test elettronici (senza prelievo di sangue) e alla compilazione di specifici questionari, permette di individuare la tipologia metabolica, nonché le altre caratteristiche del paziente, al fine di poter impostare la sua dieta ideale.

In particolare, viene effettuata l’analisi della composizione corporea, con misurazione della massa grassa, della massa magra, dell’acqua corporea e, infine, del metabolismo basale del soggetto (cioè di quante calorie il soggetto brucia in un giorno).

Inoltre, il paziente risponde ad uno specifico ed articolato questionario che ci consente sia di individuare la tipologia metabolica del paziente, sia di mettere a fuoco le sue abitudini e le sue caratteristiche psico-emotive rispetto al cibo.

Inoltre viene effettuato anche un affidabile test delle incompatibilità alimentari, che però, come già detto, rivestono un ruolo molto marginale nell’economia dell’intero programma di dimagrimento.

Molto più importante è, invece, individuare i cibi “non compatibili”, però secondo i canoni della Nutrizione Superiore, che vanno molto al di là delle classiche intolleranze.

L’abbiamo già detto in precedenza, ma forse giova fare ancora un paio di esempi:

a) un soggetto con la tiroide pigra dovrà escludere alcuni alimenti, ma non perchè non li tolleri, ma perchè tali alimenti rellenterebbero ancore di più la tiroide stessa.

b) un soggetto “ipo-ossidatore” non potrà mangiare alcuni altri cibi, ma sempre per motivi diversi e molto più importanti e determinanti, rispetto alle intolleranze.

L’apparente complesso problema, per chi ha buona volontà, è spiegato più nel dettaglio nel documento specifico dedicato alla “Nutrizione Superiore”.

Ad ogni modo, tutti questi dati ci danno un’idea precisa delle caratteristiche metaboliche ed endocrine del soggetto, nonché delle sue abitudini nutrizionali, permettendoci così di impostare un tipo di nutrizione ideale, che sia molto differente dalle classiche diete, e che non crei ulteriore allarme al soggetto che sta cercando di ritrovarsi.

 

LE VARIE FORMULE BENESSERE

Il Centro Medico Broussais, da anni, ha messo a punto varie formule per i diversi casi, e ciascuno può scegliere la formula che preferisce, sia che si viva a Roma, sia che si abiti lontano.
Inoltre, alcune formule offrono la possibilità di aggiungere alla dieta metabolica anche alcuni giorni di dieta vegetale o di digiuno.

Per entrare maggiormente nei dettagli pratici delle varie formule è possibile inviare una mail a info@centrobroussais.it oppure contattare la segreteria del Centro Medico ai numeri 063201127 e 063240278.



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